Chi è online

 1 visitatore online

Calendario Eventi

<<  Maggio 2012  >>
 Lu  Ma  Me  Gi  Ve  Sa  Do 
   1  2  3  4  5  6
  7  8  910111213
14151617181920
21222324252627
28293031   

Cerca

Fibrosi cistica Trust


fibrosi cistica

Le nostre visite

mod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_counter
mod_vvisit_counterOggi29
mod_vvisit_counterSettimana240
mod_vvisit_counterMese1023
mod_vvisit_counterTotale56070

Today: Mag 17, 2012

Basse Verticali (Stefano Leoni) - Recensione di Gianni Montieri PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Martedì 24 Agosto 2010 13:07
Recensione di Gianni Montieri


Ci sono momenti o, come in questo caso, libri, in cui la poesia chiama come la canzone giusta alla radio, come l’amico che ti telefona per una birra la sera in cui ne avverti il disperato bisogno. Questa è una delle piacevoli sensazioni che si provano incontrando per la prima volta le poesie raccolte in Basse verticali di Stefano Leoni (ed. Kolibris, 2010). 

 “Fummo fatti per scrutare l’infinita complessità
 delle povere cose, l’amorevole abbraccio
delle fondamenta e il timoroso sospiro al sovrastante”

Chiara De Luca mette come incipit alla sua prefazione questi versi dell’autore. La scelta è perfetta, questi tre versi rappresentano a mio avviso la giusta sintesi della poetica di Stefano. Un continuo, mai causale, oscillare fra il terreno, il quotidiano ed il suo elevarsi. Ma soprattutto il quotidiano e le sue bassezze. Leoni osserva, registra, avvicina e allontana l’occhio della telecamera, penso al poemetto finale “il condominio” :

un corrimano senza dimensione
prova di passaggi ripetuti e di incertezze
un’ombra di vissuto smarrito e rimasto
fino alla prossima vernice
lungo le scale e lungo la memoria
come il trucco su inevitabili rughe.

 

Questo poeta però fa qualcosa in più, fruga nelle sue tasche, nel suo intimo. Da lì parte per consegnarci, restituirci, un’idea di “mondo”. Lo fa con versi in apparenza lineari, a tratti impoetici, come dichiara egli stesso nella poesia d’apertura: “Non c’è volgarità nell’essere a tratti impoetico/ calibrare/ mettere un verso sporco al punto giusto/.”

E’ un bel libro sul serio, intenso. Leoni ha imparato una lezione importante, che la bellezza di un verso, l’idea che questo possa farci staccare da terra, non esista, non vale, se prima non si è andati a scavare con la penna nel fango.

 

Gianni Montieri su www.argonline.it e su http://poetarumsilva.wordpress.com/

Ultimo aggiornamento Mercoledì 01 Settembre 2010 22:08
 

Notizie flash

Newsletter










Banner Poliedrica


poliedrica
Prelevatelo qui:


Condividi su Facebook

Condividi su facebook

W3C Validator

Valid XHTML 1.0 Transitional


CSS Valido!